Chi sono i nomadi digitali

Ogni anno la terminologia per definire le figure lavorative si fa sempre più fitta. Tra nuovi termini ed inglesismi c’è una figura lavorativa che si sta facendo spazio un po’ alla volta. Non è ancora molto consosciuta, ma soprattutto tra i giovani lavoratori è molto ambita, è quella del nomade digitale.

Ma chi sono i nomadi digitali?

Rettifichiamo, il nomade digitale non si può definire come una professione ma più come uno state of mind, uno stile di vita. Come si può capire dallo stesso termine, l’ambito di lavoro è quello del digital. La maggior parte dei nomadi digitali sono infatti Copywriter Traduttori, Programmatori e Web marketer e la maggior parte di questi lavorano come freelance, ma possono essere tutti coloro a cui gli basti un computer ed una connessione per lavorare.

In aggiunta alla parte digitale c’è quella nomade che fa di questo lavoro un lavoro molto ambito. Come definizione il nomade digitale non ha un ufficio, un ambiente di lavoro fisso, ma si sposta e viaggia in giro per il mondo dove più preferisce e dove più conviene. Il nomade digitale riesce a unire il dovere del lavoro al piacere del viaggiare, questo è ovviamente permesso dal tipo di lavoro che svolge.

Quali sono le mete più ambite per i nomadi digitali? I parametri che vengono presi in considerazione maggiormente per questi viaggi sono ovviamente i costi, (per essere spesso in viaggio si deve poter non spendere troppo) la possibilità di poter lavorare nel modo corretto (buone connessioni internet, coworking o strutture che permettano la possibilità di lavorare) e perchè no, la possibilità di fare network e nuove conoscenze in ambito lavorativo che possano aprire possibili opportunità future.

Prendendo in considerazione questi parametri molti scelgono la via dell’Asia meridionale dove il costo della vita è molto basso, ma dove ci sono ottime realtà e veri propri poli all’avanguardia a livello digitale.

Ad oggi le possibilità di lavorare da remoto sono sempre maggiori e lo saranno sempre di più, questo fa prevedere un aumento dei nomadi digitali nei prossimi anni e chissà che un domani non potranno esserlo la maggior parte dei lavoratori.

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